Transizione energetica per Imprese, Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore
| SETTORI | Tutti i Settori |
| INTERVENTI AMMISSIBILI | Interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili |
| BENEFICIARI | Pubbliche amministrazioni, soggetti privati, enti del terzo settore non economici |
| TIPO DI AGEVOLAZIONE | Contributo a fondo perduto |
| SCADENZA | Fino a esaurimento risorse |
PRESENTAZIONE
Il Conto Termico 3.0 rappresenta un’importante leva per accelerare il processo di transizione energetica nel nostro Paese. Con un ampio ventaglio di interventi incentivabili e una maggiore copertura dei costi, imprese e Pubbliche Amministrazioni potranno contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni e all’utilizzo di fonti rinnovabili.
L’incentivo è rivolto ai soggetti che intendano riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi e/o incrementando la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.
Rispetto al Conto Termico 2.0, il nuovo Conto Termico prevede alcune novità ed estenzioni, tra cui:
- l’ampliamento delle tecnologie incentivabili;
- l’ammissibilità agli interventi di efficienza anche ai soggetti privati su edifici appartenenti all’ambito terziario;
- la possibilità di accedere al meccanismo tramite le Comunità Energetiche Rinnovabili o i Gruppi di autoconsumatori di cui le PA, ETS o soggetti privati siano membri;
- la possibilità di accedere al meccanismo mediante un soggetto privato nell’ambito di una configurazione di partenariato pubblico-privato, esclusivamente per le PA;
- l’innalzamento della quota incentivata al 100% della spesa, per interventi realizzati su edifici di proprietà dei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e da essi utilizzati;
- la maggiorazione dell’incentivo per alcune categorie di interventi di efficienza energetica che utilizzano componenti esclusivamente prodotti nell’Unione Europea o che prevedono l’installazione di impianti con moduli fotovoltaici iscritti al “registro delle tecnologie del fotovoltaico”.
La dotazione finanziaria di 900 milioni di euro è suddivisa in:
- 500 milioni di euro ai privati, di cui 150 milioni destinati alle Imprese;
- 400 milioni di euro alle Pubbliche Amministrazioni, di cui 20 milioni destinati alle Diagnosi Energetiche.
SOGGETTI BENEFICIARI
I soggetti che possono richiedere gli incentivi del Conto Termico 3.0 sono:
- Pubbliche Amministrazioni, compresi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, le autorità portuali, nonché le società a patrimonio interamente pubblico;
- Gli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS;
- Soggetti privati quali persone fisiche, soggetti titolari di reddito di impresa, soggetti titolari di reddito agrario, nonché gli altri soggetti non iscritti al RUNTS e non rientranti nell’ambito delle PA;
I beneficiari devono avere la disponibilità dell’immobile, che deve essere:
a) ambito residenziale: gli edifici o le unità immobiliari di categoria catastale appartenenti al gruppo A, ad esclusione della classe A/8, A/9 e A/10;
b) ambito terziario: gli edifici e le unità immobiliari di categoria catastale A/10, gruppo B, gruppo C ad esclusione di C/6 e C/7, gruppo D ad esclusione di D9, gruppo E ad esclusione di E2, E4, E6.
La disponibilità dell’immobile deve essere conservata per almeno 5 anni dall’erogazione del beneficio.
L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352. I privati possono avvalersi anche di CER o di configurazioni di autoconsumo.
INTERVENTI FINANZIABILI
Sono incentivabili i seguenti interventi:
1) Interventi di Efficienza Energetica
Questa misura finanzia interventi che riducono la domanda di energia primaria di almeno il 10% (o il 20% in caso di multi-intervento), certificata tramite relazione A.P.E. Sono agevolabili le seguenti tipologie di intervento:
- Isolamento termico di superfici opache e sostituzione di chiusure trasparenti (infissi).
- Installazione di schermature e ombreggiamenti solari esterni.
- Trasformazione di edifici in NZEB (energia quasi zero).
- Sostituzione di sistemi di illuminazione con tecnologie efficienti.
- Building automation: gestione e controllo automatico degli impianti.
- colonnine di ricarica e fotovoltaico con accumulo (solo in abbinamento a pompe di calore elettriche)
2) Produzione di Energia Termica da Rinnovabili
Questa misura supporta interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica green. Sono agevolabili le seguenti tipologie di intervento:
- Pompe di calore (elettriche o a gas) e sistemi ibridi/bivalenti.
- Generatori a biomassa.
- Impianti solari termici (anche per solar cooling e processi produttivi).
- Sostituzione di scaldacqua elettrici/gas con modelli a pompa di calore.
- Allaccio a teleriscaldamento efficiente.
- Microcogenerazione a fonti rinnovabili (≤50 kWe).
I soggetti privati in ambito residenziale possono usufruire del Conto Termico 3.0 solo per l’installazione di impianti termici da fonti rinnovabili (pompe di calore, solare termico, biomassa).
I soggetti privati in ambito non residenziale, le PA e gli enti equiparati accedono ad entrambe le tipologie.
Gli interventi di efficienza energetica restano invece riservati alla PA e al terziario.
In ambito pubblico, l’incentivo promuove inoltre la demolizione e ricostruzione di immobili pubblici esistenti, al fine di realizzare nuovi edifici NZEB (ad energia quasi zero), con anche la possibilità di ampliarne il volume fino al 25% e di realizzarlo, se necessario, in un’altra area dello stesso comune.
SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
- Progettazione
- Fornitura ed installazione impianti
- 100% dei costi della diagnosi energetica (50% per le imprese) e dell’attestato di prestazione energetica (APE)
INCENTIVI CONCESSI
Gli incentivi possono arrivare fino al 100% per interventi realizzati su edifici pubblici in comuni con meno di 15.000 abitanti, su scuole, strutture sanitarie pubbliche e per alcune diagnosi energetiche della PA.
Sono previsti massimali specifici per ciascuna tecnologia, ad esempio:
- fino a 700 euro/kW per pompe di calore fino a 35 kW,
- 5.000 euro per generatori a biomassa fino a 35 kW,
- 700 euro/m² per solare termico fino a 50 m²
- 2.500 euro per punto di ricarica (se abbinato a pompe di calore).
Vengono concessi ulteriori premi per tecnologie ad alte prestazioni ambientali, installazioni in aree non metanizzate, piccoli comuni e sistemi ibridi o bivalenti.
Per quanto riguarda le imprese, il contributo a fondo perduto è riconosciuto nelle seguenti misure:
1) Interventi di Efficienza Energetica
Aliquote base
- 45% per le Piccole Imprese.
- 35% per le Medie Imprese.
- 25% per le Grandi Imprese.
Maggiorazioni previste:
- +15% per interventi in zone assistite (art. 107, par. 3, lett. a) o miglioramento prestazioni energetiche ≥ 40%.
- +5% per interventi in zone assistite (art. 107, par. 3, lett. c).
2) Produzione di Energia Termica da Rinnovabili
Aliquote base:
- 65% per le Piccole Imprese.
- 55% per le Medie Imprese.
- 45% per le Grandi Imprese.
L’incentivo non cumulabile con altri incentivi statali (es. Ecobonus, Superbonus).
MODALITA’ DI FRUIZIONE
La gestione del Conto Termico 3.0 è affidata al GSE.
Per la PA è prevista la prenotazione dell’incentivo con acconti e saldo.
Per i privati, invece, gli importi fino a 15.000 euro vengono erogati in un’unica rata, mentre quelli superiori sono corrisposti in rate annuali costanti (2 o 5 anni).
Sono attive procedure semplificate per impianti fino a 35 kW e solare termico fino a 50 m². È inoltre possibile accedere agli incentivi attraverso una Comunità Energetica Rinnovabile, in autoconsumo collettivo o affidandosi ad una ESCO.
Le imprese, compresi anche gli ETS economici, sono tenute a trasmettere, prima dell’avvio dei lavori, una richiesta preliminare di accesso agli incentivi, pena l’inammissibilità della richiesta di accesso agli incentivi.



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